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venerdì 3 giugno 2016

Julia 2K (parte seconda)

Camminando sopra un treno come Indiana Jones

Retrospettiva fumetti: Julia n. 22,23,24,25,26,27 (2000)


la copertina del n. 24 © Marco Soldi & SBE
Seconda e ultima parte degli albi dell'anno 2000. La serie prosegue mantenendo un livello piuttosto alto e, quando le situazioni magari sono già state affrontate in numeri precedenti, tiene viva l'attenzione con ambientazioni anomale. Un rapimento si era già visto, ma non con rapitori e Julia bloccati su un treno, così come un omicidio, ma non all'università dove insegna la nostra eroina. Piccoli escamotage quindi ma funzionali alla serie.

"Ultimamente stento a riconoscermi. Mi sembra di stare sospesa a mezz'aria. Forse un po' di apatia o forse semplicemente il fatto che dormo da sola da troppo tempo." [dal diario di Julia]

la Julia di Roberto Zaghi
dal n. 22 ©Sergio Bonelli Editore

Partiamo col n.22 "Quest'urlo che tace". Un barbone viene investito da un'auto e muore, si scopre però che era stato avvelenato, dato che tale senzatetto stava già morendo per una malattia incurabile si pensa che il colpevole sia un mercy murder. Un omicidio per "pietà", a opera di un vero e proprio serial killer che decide di fare del bene a delle persone aiutandole a morire (detti angeli della morte, angel of mercy in criminologia). In genere il luogo ideale per tali atti è un ospedale, dove è più facile fare passare i decessi per naturali o per complicanze dovute a malattie già gravi o terminali. Questi sono serial killer piuttosto interessanti, anche perché spesso molto difficili da individuare e mossi più che dal piacere dell'omicidio o da malsane pulsioni, da una vera e propria, almeno a loro avviso, missione a fin di bene.
Julia durante le indagini si trova a frequentare gli ambienti dei senzatetto, e in particolare uno che sembra sputato a Drugo del Grande Lebowski dei Coen. Questo si presenta rubandole la borsa e lei piuttosto serena se lo porta a casa, gli dà da vestire, da lavarsi e da mangiare e lui recidivo continua a volerla fregare. Adesso, già per avermi rubato la borsa io gli avrei sfondato il cranio, giusto anche per tirargli fuori dalla testa di prima mano le informazioni che mi servono, ma si sa, Julia ha i suoi metodi e a conti fatti raggiunge lo scopo. La storia è abbastanza intrigante ma il vero lato positivo dell'albo è il debutto nella serie del disegnatore Roberto Zaghi (che ricordavo con piacere da Zona X), uno dei miei preferiti dell'ampia scuderia della criminologa. Il tratto di Zaghi infatti dona freschezza alle pagine con figure più dinamiche ma soprattutto ha un tratto moderno che lo distingue dai colleghi che l'hanno preceduto. Spesso infatti nei 21 numeri antecedenti gli artisti si erano un po' uniformati allo "stile Julia", preferendo continuità grafica a una caratterizzazione personale (che avevano dato veramente solo Roi, Trevisan e Toppi). Questa svolta darà i suoi frutti con calma più avanti, ma il seme del ringiovanimento grafico e della modernizzazione del tratto hanno avuto inizio qui.
"One" degli U2 è la colonna sonora citata nella storia.

dal n. 23 ©Sergio Bonelli Editore
Nel n.23 "Ore sospese" il trittico Berardi, De Nardo e Mantero si affida ai disegni di Luigi Siniscalchi. La vicenda inizia in maniera totalmente anomala con un uomo che vuole buttarsi da un palazzo. Julia chiamata da Webb dapprima tenta di fare ragionare l'uomo ma poi decide che solo capendo cosa lo ha portato lì potrà aiutarlo. Supportata da Baxter frugherà nella vita dell'individuo fino a scoprire che il personaggio ha un background molto peculiare. Durante tutto l'albo abbiamo un critica tutt'altro che velata di Berardi alla società che aspetta speranzosa la tragedia, infatti viene dato parecchio spazio alla deplorevole scena della moltitudine di persone che attendono con ansia che il poveretto si butti dal palazzo per vedere una sana morte in diretta.

Il n.24 "Kidnapping Express" (Berardi & Mantero con ai disegni Claudio Piccoli & Alberto Macagno) è l'omaggio della serie al classico giallo sul treno (il più famoso su tutti è "Assassinio sull'Orient Express" di Agatha Christie) anche se qui non abbiamo un omicidio, bensì un rapimento di una bambina. Il tutto parte in maniera molto artificiosa, con Julia che per tornare a Garden City causa neve e blocco dei voli sceglie il treno. Se riusciamo a sorvolare (ecco, appunto) sull fatto che prendendo il treno fa un viaggio di decine di ore, più di 24 di sicuro, e che, manco farlo apposta, i rapitori scelgono di levare le tende sempre salendo sullo stesso treno, cosa ci resta? Una storia ispirata con un ritmo e un'ironia che di rado si vedono nella serie e l'introduzione di un personaggio che sarà molto importante per Julia. Tutto infatti si svolge senza un attimo di tregua ed è spesso difficile capire dove gli autori vogliano andare a parare, molti personaggi, spesso macchiette divertenti costellano la storia. Su tutte la mia preferita è stata la giovane sposina novella che chiede consiglio a Julia, che crede con convinzione che la surclassi in esperienza, perché il marito le chiede "delle cose particolari"... Tanti auguri bella, caschi proprio male!
Julia e Tim O'Leary dal n. 24 ©Sergio Bonelli Editore
Abbiamo tanta azione, sparatorie, inseguimenti attraverso i vagoni e sul tetto del treno, una Julia che rischia la vita e che in certi frangenti sembra una Bond-girl piuttosto che una compassata insegnante. Un albo particolare, forse quello che ho preferito della sestina presa in esame, se non proprio fortissimo a livello di verosimiglianza di storia di sicuro molto spassoso. Viene introdotto poi il personaggio di Timothy "Tim" O'Leary, ladro gentiluomo, smascherato in un suo furto da Julia ma che poi la aiuta a salvare la bambina facendo breccia nel gelido cuore dell'indagatrice dell'animo. Il personaggio di Tim, dalle fattezze, i modi e il vestire classici e posati di un estemporaneo Cary Grant, in questa storia è solo appena abbozzato ma lo ritroveremo spesso nella serie e avremo modo di apprezzarlo come merita. Altra nota di merito per la copertina, con un Marco Soldi davvero ispirato. L'autore consigliato è Jack Ritchie con i suoi racconti brevi.
©Sergio Bonelli Editore

Il n.25 "Chi è Christine?" Berardi e Laura Zuccheri sfoggiano una storia zeppa di avvenimenti e parecchio ingarbugliata e un'altra più lineare ma non meno interessante in quanto riguardante il passato del nonno di Julia, sì il marito della megera sapientona. Da un lato un uomo chiede l'aiuto di Julia per ritrovare la figlia scomparsa, lei con Leo Baxter scopre che in realtà sono dei mafiosi a cercare la ragazza, in un'escalation di colpi di scena che comprende anche due sparatorie verranno a capo di una vicenda ai limiti dell'assurdo ma plausibile fino in fondo. Dall'altro lato della medaglia il numero è molto importante perché approfondisce la personalità della protagonista, il suo frugare tra i ricordi del nonno sepolti in soffitta ci mostrano sfaccettature ancora sconosciute di Julia, una sensibilità e un'umanità che poche volte prima di adesso era state palesate così. Anche nel finale, quando abbraccia Leo preoccupata per lui dopo la sparatoria, abbiamo un altro passo in avanti nella storia.
dal n. 25 ©Sergio Bonelli Editore
Finora abbiamo conosciuto una Julia che resta orfana da piccola, viene cresciuta dalla nonna e col nonno spesso in giro per il mondo a fare l'archeologo. La sorella minore, Norma, diventerà modella nonché avvezza all'uso delle droghe pesanti, mentre lei, studiosa di pianoforte, sceglierà la criminologia, si ritroverà trentenne senza l'ombra di un'amica (mai vista manco una che possa assomigliare a un'amica!) con la capacità di scegliersi gli uomini pari a zero, circondata da studenti all'università e casi di omicidi fuori di essa. Gli unici due punti fermi, Webb e Baxter, troppo presi dall'aver riguardo nei suoi confronti per provarci seriamente, senza contare che lei ci mette tutto l'impegno del mondo per tenerli alla larga. Problemi ne abbiamo? Parecchi. Poco ma sicuro.
Tornando all'albo, spassosa la scena in cui dà del geloso a Webb quando questi storce il naso nel sentire nominare Leo. Per i libri in questo albo ne abbiamo due: Baxter legge la biografia dell'aviatore britannico (che a Berardi interessi l'argomento? E' già il secondo che cita) Douglas Bader "Reach for the sky". Julia invece regala alla nonna la raccolta di poesie "A new path to the waterfall (Il nuovo sentiero per la cascata)" di Raymond Carver.

Nel n.26"Mentre la città brucia" ai disegni ritroviamo Caracuzzo e Zucheri che tornano a collaborare dopo il n.15. Anche stavolta come nell'albo precedente la storia si dipana in due vicende parallele e ben distinte oltre che distanti. Assieme alla polizia Julia indaga su una serie di incendi dolosi, tuttavia non abbiamo un piromane come accaduto in "Diluvio di fuoco", il n.4, ma tutto sembra convergere verso una serie di incendi per depistare i veri intenti truffaldini. Assieme a Baxter invece Julia decide di aiutare il proprio meccanico. Nick appunto, oltre che a spillare un sacco di soldi a Julia per la Morgan che la lascia sempre appiedata (opzione a- è un meccanico di merda che non sa fare il proprio lavoro; opzione b- finge si sistemarle l'auto per mungerle il portafogli), e oltre a lei chissà a quanti altri clienti, che fa con i soldi? Ovvio, va a puttane! E che fa il fesso? Si innamora di una puttana e vorrebbe riscattarla donandole la libertà. Fessi così ce ne sono ovunque, si sa, e devo dire che quando i papponi gli danno una bella ripassata non mi dispiace neanche un po', anzi. Sta di fatto che Baxet e Julia trovano l'amichetta del fesso... ops, del ladro... ops, del meccanico, vabbè avete capito, e Julia si becca anche due sberle dal protettore. Capirete che Leo si secca un po', sistema i cattivi e quello che ha picchiato la sua babe si becca sedici fratture. Quel che si dice avere il dente avvelenato. Quanto al meccanico, la sua amichetta torna in Grecia e in men che non si dica si sposa e sforna un pargolo, e buona giornata caro Nick.
Julia in questo albo legge stranamente Kurt Vonnegut ma purtroppo non ci è dato da sapere il titolo.

L'ultimo di questo sestetto è il n.27 "Io l'ho visto"dove torna Federico Antinori alle chine. Se il caso di omicidio in cui ci imbattiamo nelle prime pagine è molto classico, tutt'altro che classica è l'ambientazione: l'università di Julia, inoltre è lei stessa la testimone oculare della fuga del presunto assassino. Dopo ventisette numeri ci sta e non si corre il rischio di trasformare la Kendall in una signora Fletcher che dove passa ci scappa il morto. La storia tuttavia non si riduce a una banale caccia all'uomo come ci si aspetta, anzi, i ribaltamenti dei fatti nel finale riescono a sorprendere il lettore dando valore aggiunto alla storia.
Durante le indagini interessanti chiacchiere da bar tra Julia e Alan (Webb) sull'avere figli, nel caso trovassero la persona giusta. Ovvio.
Emily ascolta com'era già capitato Bob Marley, stavolta "Get up, stand up". Per i libri, su una scrivania all'università dove insegna Julia notiamo "The study of group" di Josephine Klein. Al cinema dove invece la Kendall va a chiedere informazioni danno Star Trek VII Enterprise Forever ma... nel 2000 non è uscito nessun film di Star Trek, al limite il nono film è uscito nel 1998, tenuto conto che però in teoria è un cinema specializzato in fantascienza mettiamo che facciano retrospettive solo che... Star Trek VII è "Generations" o forse mi sfugge qualcosa. La fantascienza è una cosa seria, non posso farci niente.

dal n. 25 ©Sergio Bonelli Editore

lunedì 23 maggio 2016

Julia 2K (parte prima)

Nell'animo dell'indagatrice dell'animo

Retrospettiva fumetti: Julia n. 16,17,18,19,20,21 (2000)


Eccoci giunti alla prima parte dei casi usciti negli albi dell'anno 2000. Devo ammetterlo, dopo più di venti albi ancora nessun senso di déjà vu nelle storie, sempre sfacettature nuove, casi diversi, tipoogie criminali e metodologie eterogenee. La scelta di affidare pressochè tutte le sceneggiature al solo Berardi, sebbene a volte coadiuvato da Mantero e De Nardo, paga, Julia è un fumetto a episodi d'autore con un'impronta ben definita, nell'ambito Bonelli solo Chiaverotti con Brendon prima, e Morgan Lost, ha fatto tanto. Non nego mi piacerebbe fare un'approfondita analisi di Chiaverotti, da Dylan Dog in poi per scovare similitudini e tematiche ricorrenti, ma sarebbe un'impresa a dir poco titanica.

"Nella mia professione bisogna lasciarsi coinvolgere senza farsi travolgere. Un assassino non è un insetto. Se vogliamo capirne le motivazioni, è fondamentale entrare in empatia con lui." [Julia Kendall]

i num.16,17,18,19,21
dalla mia collezione
Partiamo dal n.16 "L'ombra del tempo" (disegni Dall'Agnol). Abbiamo subito una storia dai risvolti completamente nuovi per gli albi di Julia. Una donna ha visioni di una bambina e si rivolge a uno psicologo Thomas Platt che essendo collega di Julia all'università la chiama in causa. Con il lavoro congiunto della criminologa e dello psicologo a poco a poco i ricordi, dolorosi, affiorano, le visioni non sono altro che flachback. La storia si svolge quasi da sola e stavolta l'azione è praticamente nulla, quasi come l'incidenza di Julia, eppure il lettore resta coinvolto, chiedendosi surioso dove andrà a parare l'autore. Di notevole rilievo nell'albo, e di grande interesse per noi, il rapporto tra i due colleghi: Thomas, fresco di separazione dalla moglie, e Julia. Lui la tampina di gusto, non nascondendo di esserne attratto. A casa di lei se la sbaciucchia pure ma, mentre le infila le mani sotto la camicietta alla ricerca di qualche tesoro, lei gli mette un freno. Eh non si toccano le morbidezze di Julia al primo bacio! Già, peccato di lì a mezzora si arrovelli a letto pentita non poco. Giusto il tempo di convincersi e di finire a letto con lui e lo psicologo che fa? Decide di tornare dalla moglie. Un po' sfigata certo, ma neanche tanto scaltra a scegliersi gli uomini.

dal n. 17 ©Sergio Bonelli Editore
dal n. 17 ©Sergio Bonelli Editore
Nel n.17 "Il delitto negato", Berardi e Mantero iniziano con un inseguimento di 40 pagine molto tosto per prendere un serial killer. E lo prendono, solo che questo confessa cinque omicidi anzichè sei e i nostri eroi devono indagare sul sesto. Una struttura oltremodo atipica ma coinvolgente, spinta da un dinamismo che di rado si vede sulle pagine di questa serie. Per le indagini Julia e Leo si troveranno a frequentare un night club dove gli avventori oltre allo scambio di coppia sono dediti al bondage e a varie pratiche BDSM. Assurde e spassose le reazioni di Julia, se da un lato pare imbarazzata, dall'altro la sua professionalità le impone di tenere in mano la sitazione con fermezza. 
Fino a un certo punto però! Finisce infatti legata e frustata mentre Baxer fa una mezza strage a suon di pugni per liberarla. Davvero il numero, seppur non il migliore a livello di indagini, sicuramente il più divertente della sestina presa in esame.
I disegni sono una un lavoro a sei mani tra Gustavo Trigo, Marco Soldi e d Enio (che vedremo spesso, e giustamente, sulla serie). Il libro del mese cos'altro se non "Histoire d'O"?

Se il numero 17 era l'apoteosi dell'azione e delle situazioni che non ti aspetti, il n.18 "Tornando a casa" (Berardi, Mantero e De Nardo ai testi, Luca Vannini e Laura Zuccheri ai disegni) è l'emblema di una storia poco ispirata, o se vogliamo fin troppo ispirata, infatti è in pratica la versione su carta di "Un giorno di ordinaria follia" con Michael Douglas. Pure il protagonista, che sta perdendo il lavoro e che ha la figlia malata, con quegli occhiali gli somiglia fin troppo (tranne che nella copertina dell'albo, che non so perchè a me sembra una donna... mah). Si legge bene ed è piacevole, per carità, ma anche il finale è telefonato: Julia si espone e la polizia lo uccide credendo che lui voglia spararle. Va bene una citazione, un omaggio, ma un albo intero? 

il n.20 dalla mia collezione personale
La seconda storia doppia dall'inizio della serie si ha coi n.19 e 20 "L'occhio del sole" e "Cielo nero" (di quest'ultimo la copertina migliore delle sei. Sceneggiato da Berardi & Mantero e disegnato da Enio (Leguizamón) argentino, il cui tratto mi aggrada molto.
Si inizia con tre suicidi, dalla modalità diverse ma parte di membri di una setta religiosa che conta più di sessanta adepti, setta e adepti che sembrano spariti nel nulla e che la polizia non riesce a rintracciare. Si teme una fine simile a quella dell'assedio di Wako, in Texas, dove decine di persone morirono per seguire il leader David Koresh. Trovo questo argomento ricco di spunti e consiglio un'approfondimento perchè, a parte l'ovvia tragicità degli eventi, come spiega Julia in questi albi: dietro a fenomeni come le sette ci sono dei meccanismi psicologici molto complessi e affascinanti, tutt'altro che banali. Tornando agli albi, le indagini sono complicate, l'omertà che circonda le sette è spesso preoccupante, si creano quasi un mondo a parte in cui se entrarci può essere complicato e uscirne è impossibile. Julia nelle ricerche si trova a essere difesa da Webb mentre un sicario la sta per uccidere e il tenente si becca un proiettile destinato a lei. Finirà in ospedale tra la vita e la morte. Proprio questo fatto dà qualcosa in più alla storia, fa fare infatti un salto di qualità a tutti gli altri personaggi. Big Ben Irving diventa un vero duro, incazzatissimo fa fuori il sicario che ha sparato all'amico e, in un viaggio che fa assieme alla Kendall a Londra, la difende sparando a tutto spiano e freddando altri due cattivi. Julia, che prima mostrava una certa gelosia per una donna che chiamava al telefono il tenente, dopo il ferimento di questo e aver appreso che la donna era la madre di Webb, diventa un agnellino, preoccupata e tenera. Che capisca, mentre lui lotta per la vita, che sta cincischindo e ignorando i propri sentimenti? Ne dubito. Persino Clyde Carte, il capitano della polizia di Garden City sembra prenderlo molto sul personale il ferimento del suo tenente e decide di darsi da fare in prima persona per chiudere il caso.
l'arte di Enio ©Sergio Bonelli Editore ed Enio
Purtroppo la vicenda si conclude con un gran fallimento, il santone capo della setta riesce a fare una strage, causando la morte di tutti i fedeli e prima di essere catturato riesce pure a uccidere la propria moglie.
Il libro del giorno, la biografia di Charles Lindbergh, aviatore statunitense.

Dopo due numeri così intensi il n.21 "Scoop" fatica a reggere il confronto, o più facilemente mi ero abituato troppo bene io. Il trittico di autori coadiuvati alle chine da Caracuzzo, ci narrano le vicende di una stella del cinema sul viale del tramonto, sebbene l'età non troppo avanzata. Questa riceve lettere che la minacciano di morte e morta ci finisce per davvero. Le lettere puzzano lontano un miglio di falso per farsi pubblicità e tornare in àuge, mentre il fotografo introdotto sin dalle prime pagine risulta chiaro anche al più distratto dei lettori che avrà un ruolo importante nella vicenda sebbene i tentativi da parte degli autori di sviare le indagini. Interessante Julia che si sveglia trafelata di notte dopo aver sognato che Webb la uccide, chissà che le passava per la testa, dato che escuderei l'ipotesi che abbia mangiato pesante. Emily sempre più fastidiosa, svela pure i finali dei film a una Julia sempre troppo accondiscendente con lei. Se Emily doveva essere la spalla comica di questa serie hanno mancato il bersaglio di brutto. Per migliorare questo numero ci sarebbe voluta la presenza di Leo Baxter, dopo quattro numeri senza se ne sente parecchio la mancanza.
A presto.