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giovedì 1 settembre 2016

"Io ti troverò" by Woolrich (Appuntamenti in nero)

Appuntamenti in nero - Cornell Woolrich

Una delle migliori prove del mio autore di noir preferito


"Una vettura con le luci rosse sul tetto, che a lui sembrò un carro venuto dall'inferno, arrivò sul posto e vi caricarono sopra qualcosa"

Ho già parlato di Cornell Woolrich ma voglio rifarlo e lo farò nuovamente in futuro, l'ho snobbato troppo a lungo e me ne sono pentito, ma non è mai troppo tardi per scoprire o riscoprire un autore. E' sempre un piacere rimanere stupiti da una lettura, i romanzi di Woolrich sono così, riescono a darmi qualcosa in più di quello che mi hanno già dato gli altri gialli o noir che ho letto.

"Appuntamenti in nero" è una storia di vendetta nata da un amore spezzato, violato e cancellato nel tempo di un attimo. Johnny e Dorothy si conoscono fin da ragazzi, presto sboccia un sentimento che si consolida e cresce, quando i tempi sono maturi e il matrimonio alle porte una tragica fatalità pone fine  alla vita della ragazza. Per Johnny lo shock è inimmaginabile, il giovane ne è straziato e cercherà di mettere in pratica l'antico occhio per occhio dente per dente, togliendo le donne amate ai colpevoli della dipartita della sua Dorothy.

Una vendetta che il lettore capisce ma che a un certo punto appare così crudele e malata nelle sue forme che quasi disturba, allibisce ma che per certi versi desta anche ammirazione nei mezzi escogitati dal narratore. Le vittime della vendetta sono colpite con tale arguzia e crudeltà, con una freddezza immane che restare indifferenti è impossibile. La redenzione è altrove, Cornell Woolrich con la sua scrittura sempre attuale (il romanzo è del 1948 ma stile e ritmi non hanno niente da invidiare alle opere contemporanee), dipinge la sofferenza e ci porta nelle tenebre dell'animo umano con grande maestria.

Una delle sue opere migliori. Da recuperare assolutamente.

Curiosità. Il numero 46 del fumetto "Julia" della Sergio Bonelli Editore,  intitolato "La morte è femmina" (ne parlo QUI) è un omaggio/rivisitazione della storia di "Appuntamenti in nero", ambientata ai giorni nostri e con una protagonista donna a cui hanno ucciso l'uomo che amava, l'albo ripercorre fedelmente le vicende narrate da Woolrich.

"L'uomo, il detective, rimase in silenzio e non cercò di dare risposte. Come può una cosa tanto buona trasformarsi in un tanto cattiva, ecco quello che si chiedeva; come può una cosa così giusta diventare così sbagliata..."

Altre mie recensione di Cornell Woolrich:
Opere dell'autore disponibili in libreria QUI, anche se purtroppo molte sono disponibili solo in ebook. Una ristampa integrale di tutte le sue opere non sarebbe male.



lunedì 22 agosto 2016

Strukul versa il sangue dei baroni (e degli sboroni)

Il sangue dei baroni - Matteo Strukul

Finalmente il romanzo che aspettavo da tempo da Strukul


"Ebbe un moto di disgusto alla vista di quel volto sbranato, dai capillari scoppiati, dalle chiazze di sangue rappreso. I lividi erano macchie infami di una dignità che lui aveva strappato. Il dono maledetto della cieca furia di un uomo."
[Il sangue dei baroni - M. Strukul]
 
Essendo padovano anch'io come Matteo Strukul mi sono sempre sentito in dovere di leggere le sue opere, per fortuna contenuti e stile sono sulla mia stessa lunghezza d'onda. Autore versatile dalla prosa sorprendente, ottimo promotore di se stesso, a differenza di altri scrittori italiani, sa come ingraziarsi la carta stampata e i colleghi, che di rimando spingono volentieri le sue opere. Sui social si muove a proprio agio esaltando o stroncando film, libri e serie tv, io pur non essendo un esaltatore e tenendomi lontano dall'idea di vedere tutto o bianco o nero apprezzo chi prende posizioni.

Veniamo alle sue opere, i primi suoi romanzi che ho letto sono stati i tre di Mila Zago, la cazzuta ragazza coi dreadlocks rossi che tra katane e pistole fa un macello, storie semplici e ricche d'azione, veloci, puro intrattenimento e spasso per il lettore. Una lettura leggera e piacevole. Viene poi "La giostra dei fiori spezzati" per una Mondadori che non lo promuove come fa con altri autori (se lo avesse fatto avremmo già un seguito mi sa, e/o e Multiplayer invece hanno fatto un lavoro magnifico a riguardo pur essendo realtà editoriali ben più piccole). Questo primo thriller storico ci porta in una caccia al serial killer ambientata alla fine del 1800 a Padova. Questa storia è stata croce e delizia per me, l'ambientazione patavina, ricreata in maniera magnifica, mi ha proprio esaltato così come il personaggio simil Sherlockiano di Alexander Weisz. Purtroppo ho trovato le parti storiche piuttosto slegate da quelle avventurose quasi a voler sfoggiare a forza tutte le ricerche che l'autore avrà fatto (tante e si vede) sulla Padova di quel periodo. Una sfaccettatura del finale poi... è inaccettabile anche per un bambino di otto anni. Sta di fatto che vorrei rivedere nuovamente tali protagonisti all'opera. "I cavalieri del nord" porta Strukul a fare l'ennesimo salto di qualità, qui le parti storiche e romanzate sono perfettamente amalgamate e la prosa raggiunge livelli d'eccellenza che mi ha costretto a rileggere più volte alcuni passaggi tanta era la classe con cui sono scelte parole e costruite le frasi, muscoli letterari belli gonfi e lucidi. Tutto perfetto? Purtroppo no, forse complice un argomento e un'ambientazione che non mi danno grandi emozioni la storia l'ho digerita poco, senza divorare come al solito il romanzo di turno spinto dal "vediamo che succede". Per il mio gusto la noia era dietro l'angolo, sono in controtendenza da quello che leggo in giro, mea culpa, inoltre la conclusione non risolutiva, come fosse la prima parte di una trilogia (e i protagonisti si presterebbero bene a questo), non aiuta il mio giudizio.

Arriviamo dunque a "Il sangue dei baroni" e qui amici ci siamo, l'evoluzione narrativa è completa, tutte le eventuali mancanze dei precedenti romanzi sono state colmate, via gli orpelli inutili, le ambientazioni storiche ambiziose, qui abbiamo semplicità e schiettezza al servizio di una Padova contemporanea. La migliore opera di Matteo Strukul è servita.
La storia: libera università di Padova, Daniele Capovilla è appena stato silurato per il ruolo di ricercatore a favore della figlia del preside della facoltà di Giurisprudenza, questo darà il via a un escalation di eventi di cui tutti perderanno il controllo e in cui gli innocenti non esistono e una dura punizione non si lesina a nessuno.
Ci troviamo di fronte a 270 pagine senza fronzoli, con personaggi ben caratterizzati, tosti, stolti, psicopatici, nobili, criminali, troie, di tutti i generi possibili per una vicenda che dopo una ventina di pagine non puoi già più mollare. Sangue, sparatorie, giochi di potere, tradimenti, sesso, non manca niente. Un romanzo pulp, un noir dove nulla è lasciato al caso, la scrittura è meno pomposa ma più graffiante, secca, spietata, parole come schizzi di sangue che arrivano sul muso del lettore senza preavviso. All'inizio della lettura mi venivano in mente le opere di Piketts ma è durata poco, ben presto se dovevo pensare a chi paragonare stile e situazioni pensavo subito a Victor Gischler.
Strukul parla senza peli sulla lingue dell'ambiente accademico del quale nella pagine del romanzo fa una critica spietata, feroce, e gran poco velata. Una critica da parte di uno che è laureato in giurisprudenza a Padova e ha conseguito un dottorato di ricerca a Venezia in diritto europeo, uno che scrive con cognizione di causa che mi ha dato parecchio da pensare a vittime, carnefici, e ha cosa ha visto e vissuto lui personalmente.

Un romanzo davvero consigliato.

Per acquistare subito "Il sangue dei baroni" clicca su questo pulsante →
"Cero che funziona così! Come dovrebbe funzionare, scusa? Ti sei dimenticato come sei diventato dottorando di ricerca tu?" dice lo spietato preside Carlo Alberto De Marchi. 

giovedì 21 luglio 2016

Cornell Woolrich, precursore di Kill Bill!

La sposa in nero

Prendi "Colazione da Tiffany" e aggiungi una serial killer


"«Julie, Julie mia.» Le parole seguirono la donna giù per le quattro rampe di scale. Era il sussurro più tenero, il grido più potente che potesse uscire da labbra umane. Non valsero a fermarla, né a farla esitare. Quando Julie uscì nella luce del giorno, il suo viso era di un pallore mortale. E questo fu tutto."    [La sposa in nero - C.Woolrich]

Avete presente le classiche storie di vendetta? A uno gli ammazzano qualcuno e questo fa una strage? Ecco, avevo voglia di di una storia del genere, allora che faccio? Tergiverso riguardando Kill Bill, Lady Snowblood, quindi spulcio un po' in rete, tra le varie fonti di ispirazioni per queste pellicole mi trovo anche "La sposa in nero" di Woolrich (divenuta poi l'omonima pellicola di François Truffault). L'autore se nel privato non ha tutte le rotelle a posto, ha infatti un rapporto morboso con la madre, sulla carta stampata è un vero asso, romanzi di successo e una miriade di racconti, tra cui anche quello che ha ispirato "La finestra sul cortile" di Hichcock. In Italia è arrivato tantissimo di suo tramite i gialli Mondadori ed è considerato uno dei maestri del genere noir.
All'inizio ero scettico, un romanzo del 1940 temevo mi avrebbe dato a noia perché i gialli un po' sentono il tempo che passa, invece la scrittura è di una attualità disarmante e le situazioni talmente estemporanee che non sembrano minimamente ambientate oltre 70 anni fa. Questo è uno dei suoi punti di forza, ma non solo. La storia è semplice: una donna, inafferrabile, trasformista, dannatamente scaltra compie cinque delitti per vendetta. Meno semplice è la struttura del romanzo, i cinque omicidi descritti in ordine cronologico, per ogni delitto tre parti distinte: la prima dove donna sonda il terreno, studia come avvicinarsi alla vittima, la seconda col delitto vero e proprio, sempre diverso, sempre assurdo nella sua genialità e freddezza, e la terza in cui la polizia (e il lettore con essa) brancola nel buio e cercano di venirne a capo.
Leggerò altre cose di Cornell Woolrich? Di sicuro, almeno i romanzi della serie nera: oltre a quello trattato Sipario nero, L' abili nero, L'angelo nero e L'incubo nero.
L'impressione che mi ha lasciato leggendolo? Di grande ammirazione per la sua scrittura moderna, immediata e avvincente; mi sembrava di rivedere "Colazione da Tiffany" in salsa noir con, per protagonista, una serial killer, una sensazione intrigante.


Una foto pubblicata da Michele Botton (@michele_botton) in data:


"La sposa in nero"
di Cornell Woolrich
trad. F. Giannini
Mondadori
201 pagine 

"La sposa in nero" è attualmente fuori catalogo, ma si può trovare a pochi euro usato.
Altre opere di Cornell Woolrich sono invece disponibili (QUI qualche esempio), purtroppo molte solo in ebook, la triste storia delle collane da edicola Mondadori purtroppo

Altre mie recensione di Cornell Woolrich:


mercoledì 6 luglio 2016

Jack Ritchie, d'estate qualche delitto ci vuole!

E' ricca, la sposo e l'ammazzo / Il caro prezzo della privacy

Il mago dei racconti brevi con finale a sorpresa


"Non c’è romanzo che non si possa migliorare trasformandolo in un racconto breve" [J. Ritchie]
 
Jack Ritchie non l'avevo mai sentito nominare fino a un mese fa, non ha neanche una pagina italiana su wikipedia perché vi facciate un'idea su quanti se lo filano. L'ho trovato citato su un albo di Julia e ho fatto qualche ricerca, ne è saltato fuori che è un autore di noir e gialli specializzato in racconti brevi e maestro della peripeteia, ovvero il colpo di scena, spesso finale, che ci fa vedere tutta la vicenda sotto un'ottica completamente diversa da quella che l'autore ci aveva fatto immaginare. Ha lavorato pure a stretto contatto con Hichcock che dai suoi racconti ha tratto anche diversi episodi di Alfred Hichkock presenta.
Incuriosito mi sono procurato "E' ricca, la sposo e l'ammazzo", raccoltina di 12 storie veloci veloci pubblicata dalla Marcos y Marcos e devo ammettere che tutte le storie mi hanno lasciato spiazzato e piacevolmente colpito. Nonostante sia avvezzo a narrazioni del genere solo in un caso su dodici sono riuscito a indovinarne il finale. Immagino che gli intellettualoidi che sono in giro credano che il racconto sia un genere letterario minore, roba da pivelli, altro che i romanzi, ben più nobili fratelli maggiori. Beh è come paragonare in atletica una maratona ai 100 o 200 metri, due mondi del tutto differenti. Sembra facile creare una storia priva di fronzoli, con pochi personaggi, tempi e ambienti limitati, che attiri l'attenzione del lettore in 10/15 pagine? No. Mettici pure un finale a sorpresa che lasci di stucco (è un barbatrucco) il lettore e hai Jack Ritchie. Ecco.
Per quel che mi riguarda penso proprio siano le storie ideali da leggere quando si ha un quarto d'ora libero e non si vuole cimentarsi con cose troppo complicate, questi racconti ti prendono e ti lasciano con una velocità paragonabile solo a quella di una morosetta volubile. Appena conclusa la lettura di "E' ricca, la sposo e l'ammazzo" le ho subito dato seguito con "Il caro prezzo della privacy", altra raccolta dello stesso autore con altri nove racconti perfettamente in linea coi precedenti. Io di sicuro recupererò anche le altre raccolte di Jack Ritchie perché è stata tra le letture più sorprendenti che mi sono capitate sottomano quest'anno. 

Una foto pubblicata da Michele Botton (@michele_botton) in data:


di Jack Ritchie
trad. Sandro Ossola
Marcos y Marcos
211 pagine
di Jack Ritchie
trad. T.Moroni/S.Radaelli
Marcos y Marcos
157 pagine